Piano annuale di Risk Management

Strutture associate Reverie

Reverie Comunità 1 e Reverie Fondatori Impresa Sociale srl
PARM (Piano Annuale di Risk Management)

1. Premessa

1.1 Contesto organizzativo

Le Comunità Reverie, attraverso le loro articolazioni federate, rispondono alle richieste di cura delle patologie psichiche in regime residenziale, semiresidenziale e domiciliare. Le singole entità federate hanno autonome ragioni sociali, loro titolari e rappresentanti legali e rispondono in proprio del loro ramo di attività.

Tutte le comunità e i programmi terapeutici riabilitativi della Reverie agiscono in pool e operano nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione di persone con gravi disagi psichici. Il loro modello terapeutico ed organizzativo, nato agli inizi degli anni '80 nello spirito della legge 180, è centrato su una modalità di trattamento multidisciplinare integrato.

Le Comunità Reverie aderiscono alla ANASCOP (Associazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche).

La Reverie Comunità 1 attualmente gestisce due Comunità Terapeutiche; la reverie Fondatori Impresa Sociale s.r.l.gestisce una Comunità Terapeutica e un Centro Diurno che ha avviato nel tempo e portato a compimento numerose esperienze di case famiglia e gruppi appartamento, concepite come modulazione dei processi di uscita e come preparazione al reinserimento territoriale.

Negli ultimi anni la Reverie attraverso il suo Centro Diurno ora in capo alla Reverie Fondatori, ha sviluppato anche un Programma di Assistenza Territoriale per quelle persone che, uscite dalle sue comunità, hanno deciso di risiedere nei pressi delle strutture terapeutiche per poter continuare ad utilizzare il sostegno e le risorse della Reverie.

Attualmente lo staff delle strutture federate si compone di circa 60 persone fra soci operatori in collaborazione professionale e consulenti che svolgono la loro attività professionale in favore di altrettanti utenti dei Servizi di Salute Mentale affidati in cura ai programmi federati.

La Mission

Al fine di definire con maggiore dettaglio gli scopi e le finalità delle strutture federate Reverie, riportiamo di seguito l’art. 4 dello Statuto Sociale della Reverie Comunità 1, i cui principi sono parte integrale degli statuti delle strutture federate (Reverie Comunità 1, Reverie Fondatori, Progetto Professionisti Reverie), che recita:

L’Associazione si propone come scopo principale lo studio e la ricerca applicata nel campo della terapia della sofferenza psichica nello spirito della legge 180/78 e successive norme statali e regionali che regolano la riforma psichiatrica. Per il raggiungimento dello scopo di cui sopra l’Associazione potrà:

  1. Gestire, in proprio o in forma associata Comunità psico-socio-terapeutiche e riabilitative;
  2. Promuovere la creazione di altre strutture cosiddette "intermedie" o alternative (comunità terapeutiche, alloggio, riabilitative, case famiglia, centri diurni e simili);
  3. Accogliere, assistere e riabilitare nonché sostenere psicologicamente persone sofferenti di disturbi psichici di varia natura e gravità in applicazione ai dettami della Legge 180/78 - 833/79 - regionale n. 49/85 e successive norme che regolano l’applicazione delle leggi suddette;
  4. Collaborare con i Servizi Pubblici per la stesura e attuazione di programmi terapeutici di persone assistite dagli stessi Servizi, curandone l’inserimento nelle strutture intermedie residenziali, semiresidenziali e residenzialità assistita e/o protetta, di cui sopra;
  5. Prendere in proprietà, in affitto o in concessione gratuita qualunque bene immobile o mobile registrato, utile ai suoi fini e attrezzarlo;
  6. Stipulare contratti di appalto per la gestione di servizi e convenzioni con Enti pubblici e privati;
  7. Provvedere alla pubblicazione di giornali e riviste, libri, bollettini, materiale di informazione aventi contenuto attinente allo scopo sociale;
  8. Organizzare in proprio e/o partecipare tramite propri rappresentanti a riunioni, convegni, conferenze, dibattiti, seminari, corsi di studio o aggiornamento nell’ambito della problematica dello studio cui al 1° capoverso e successivi);
  9. Predisporre una serie di attività di studio e di ricerca teorico-pratica per il tirocinio, la formazione, la supervisione e l’aggiornamento professionale di operatori di strutture intermedie;
  10. Promuovere, eventualmente, utilizzando la sua esperienza, la creazione di altri tipi di Comunità e programmi terapeutici per persone con disagi psichici e/o esistenziali. Dette comunità e programmi terapeutici, come quelli di cui al punto B, potranno essere dati in gestione in tutto e/o in parte, con le modalità proposte dal Consiglio Direttivo e il voto favorevole del Presidente, ad apposite entità societarie e/o associative allo scopo costituitesi e/o già di fatto operanti nel settore. Parimenti potranno essere dati in gestione programmi già avviati e di fatto operanti nella Reverie.
  11. Organizzare corsi di formazione professionale a tutti i livelli possibili purché utili ai fini del raggiungimento degli scopi statutari.

L’Associazione potrà altresì aderire, nel rispetto dello Statuto, nelle forme che il Consiglio Direttivo riterrà più opportune, ad altre associazioni, federazioni, consorzi di imprese ed altre simili iniziative a forme di "joint ventures", purché utili al raggiungimento dei fini sociali.

Struttura Posti
CT Capena (RM) via Passo Cavallone 4 18 posti accreditati + 2 posti autorizzati
CT Roma via Moncenisio 20 10 posti accreditati
CT Capena (RM) via Morlupo 94 17 posti accreditati + 3 posti autorizzati
CD Capena (RM) via Morlupo 94 8 posti accreditati + 8 posti autorizzati
1.2 Relazione consuntiva sugli eventi avversi e sui risarcimenti erogati

Nell’anno 2018, per quanto riguarda:

  1. Nelle comunità non si sono verificati eventi sentinella né eventi avversi né “Near Miss”;
  2. nel CENTRO DIURNO” non si sono verificati eventi sentinella né eventi avversi né “Near Miss”;
  3. Inoltre, andando a ritroso fino all’anno 2013, non si è avuto alcun sinistro né è stato quindi erogato alcun risarcimento.
Tipo di evento N N° (e % sul totale degli eventi) Principali fattori causali/contribuenti Azioni di miglioramento Fonte del dato
Near miss 0 Strutturali (%)
Tecnologici (%)
Organizzativi (%)
POrocedure/Comunicazione (%)
Strutturali (%)
Tecnologici (%)
Organizzativi (%)
POrocedure/Comunicazione (%)
Sistemi di reporting (%)
Sinistri (%)
Emovigilanza (%)
Eventi avversi 0
Eventi sentinella 0
Anno N° sinistri Risarcimenti erogati
2013 0 0
2014 0 0
2015 0 0
2016 0 0
2017 0 0
2018 0 0
1.3 Descrizione della posizione assicurativa

Nella tabella sottostante presentiamo i dati della posizione assicurativa dal 2015 a oggi.

Reverie Fondatori

Anno Polizza
(scadenza)
Compagnia assicurativa Premio
netto
franchigia Brokeraggio
2016 30/04/2016 Groupama 814,50 250 0
2017 30/04/2017 Groupama 814,50 250 0
2018 30/04/2018 Groupama 814,50 250 0
2019 30/04/2019 Groupama 981 250 0

Reverie Comunità 1

Anno Polizza
(scadenza)
Compagnia assicurativa Premio
netto
franchigia Brokeraggio
2016 21/12/2016 Groupama 1740,69 250 0
2017 21/12/2017 Groupama 1740,69 250 0
2018 21/12/2018 Groupama 1740,69 250 0
2019 21/12/2019 Groupama 1740,69 250 0
1.4 Resoconto delle attività del parm precedente

Nella tabella sottostante presentiamo le varie attività previste nel PARM per l’anno 2018, con indicazione della loro realizzazione ed eventuali criticità.

Obiettivo a.
Diffondere la cultura della sicurezza delle cure.

Attività Realizzata
1. Riunione di equipe settimanale 2h
2. Corsi specifici sulla sicurezza (antincendio, BLSD)

Obiettivo b.
Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

Attività Realizzata
1. Riunione di equipe settimanale 2h
2. Registro (monitoraggio giornalieri delle assunzioni)
3. programma farmaci (gestisce archivio, segnala i farmaci in scadenza ecc.)
4. supervisione mensile di ciascuna equipe delle comunitàe del centro diurno
5. Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali Sì, limitato ad una sola comunità

Obiettivo c.
Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture.

Attività Realizzata
1. Riunione di equipe settimanale 2h
2. Supervisione mensile di ciascuna equipe delle comunità e del centro diurno
3. Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali Sì, limitato ad una sola comunità

2. Matrice delle responsabilità del PARM

Azione Risk manager Direttore generale Direttore sanitario Direttore di struttura Strutture amministrative e tecniche di supporto
Redazione parm e proposta di delibera R C C C -
Adozione parm con delibera I R C C -
Monitoraggio PARM R I C C C

3. Obiettivi

Le Strutture associate Reverie, in ordine ai PARM, perseguono i seguenti 4 obiettivi strategici:

  1. diffondere la cultura della sicurezza delle cure;
  2. migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi;
  3. favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture;
  4. partecipare alle attività regionali in tema di risk management.

4. Attività

Nella tabella sottostante presentiamo le attività previste per il raggiungimento di ognuno dei 4 obiettivi.

Obiettivo a.
Diffondere la cultura della sicurezza delle cure.

Attività 1 – Riunione di equipe settimanale
Indicatore – esecuzione settimanale come da report in
Standard - SI
Fonte – Responsabile di Struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R
Attività 2 – Corsi specifici sulla sicurezzA: 2018 Corso sulla sicurezza Aziendale (evacuazione, vie di fuga, estintori)
Indicatore – esecuzione di almeno una edizione del corso entro il 31/12/2019
Standard - SI
Fonte – Direzione Aziendale
Matrice delle responsabilità
Azione Direzione Aziendale
Progettazione del corso R
Accreditamento del corso R
Esecuzione del corso R

Obiettivo b.
Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

Attività 1 - Registro (monitoraggio giornalieri delle assunzioni dei farmaci)
Indicatore – Registro giornaliero cartaceo assunzioni dei farmaci
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Direzione di Struttura
Esecuzione R
Attività 2 - Programma farmaci (gestisce archivio, segnala i farmaci in scadenza ecc.)
Indicatore – Attività infermiere
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Direzione di Struttura
Esecuzione R
Attività 3 – Riunione di equipe settimanale 2 ore
Indicatore – Esecuzione settimanale come da verbali assemblee di struttura.
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura e verbali assemblee di struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R
Attività 4 – Progettazione ed esecuzione di almeno una edizione di un corso base di Gestione del Rischio Clinico
Indicatore – Esecuzione di almeno una edizione del corso entro il 31/12/2019
Standard - SI
Fonte – Direzione Aziendale
Matrice delle responsabilità
Azione Direzione Aziendale
Progettazione del corso C
Attività 5 - Supervisione mensile delle équipes da Supervisore esterno (3 ore al mese)
Indicatore – Registro presenze e fatturazione
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R
Attività 6 - Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali
Indicatore – Registro presenze e fatturazione
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R

Obiettivo c.
Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture.

Attività 1 – Riunione di equipe settimanale 2 ore
Indicatore – Esecuzione settimanale come da verbali assemblee di struttura.
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura e verbali assemblee di struttura.
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R
Attività 2 - Supervisione mensile delle équipes (3 ore al mese)
Indicatore – Registro presenze e fatturazione
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura e verbali assemblee di struttura.
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R
Attività 3 - Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporto gruppali
Indicatore – Registro presenze e fatturazione
Standard - SI
Fonte – Direzione di Struttura
Matrice delle responsabilità
Azione Responsabile di Struttura
Esecuzione R

Legenda
R: responsabile, C: coinvolto, I: interessato

5. Modalità di diffusione del PARM

Il Piano Annuale di Risk Management (PARM) verrà diffuso a livello Aziendale mediante:

  1. Presentazione alle équipes da parte di Risk Manager e Direttori Sanitari
  2. Pubblicazione sul sito Internet (nella sezione Amministrazione Trasparente)
  3. Invio via mail agli operatori

6. Riferimenti normativi

  • Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”;
  • D.P.R. 14 gennaio 1997 recante “Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private”;
  • Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 recante “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419”
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, integrato con il Decreto legislativo n. 106/2009, recante “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”;
  • Decreto Ministero della Salute del 11/12/2009 Istituzione del Sistema Informativo per il Monitoraggio degli errori in Sanità;
  • Circolare Ministeriale n.52/1985 recante “Lotta contro le Infezioni Ospedaliere”;
  • Circolare Ministeriale n. 8/1988 recante “Lotta contro le infezioni ospedaliere: la sorveglianza”;
  • Seduta della Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2008 recante “Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano concernente la gestione del rischio clinico e la sicurezza dei pazienti e delle cure. Intesa ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131”;
  • Determinazione Regionale n. G04112 del 01 aprile 2014 recante “Approvazione del documento recante: ‘Linee di indirizzo regionali per la stesura del Piano di Risk Management (PARM): gestione del rischio clinico e delle infezioni correlate all'assistenza (CC-ICA)’”;
  • Nota prot. n. 58028/GR/11/26 del 03 febbraio 2015 della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Area Giuridico Normativa, Istituzionale e Gestione Rischio Clinico recante “Relazione conclusiva Piani Annuali di Risk Management delle Aziende
  • Sanitarie e Ospedaliere della Regione Lazio 0014; Obiettivi 2015 Rischio Clinico Regione Lazio;
  • Nota prot. n. 99218/GR/11/26 del 23 febbraio 2015 della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Area Giuridico Normativa, Istituzionale e Gestione Rischio Clinico recante “Percorso Aziendale per il recepimento delle raccomandazioni ministeriali per la sicurezza dei pazienti”;
  • Legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”;
  • Determinazione Regionale n. G12355 del 25 ottobre 2016 recante “Approvazione del documento recante ‘Definizione dei criteri per la corretta classificazione degli eventi avversi e degli eventi sentinella”;
  • Determinazione Regionale n. G12356 del 25 ottobre 2016 recante “Approvazione del ‘Piano Regionale per la prevenzione delle cadute dei pazienti’”;
  • Legge 8 marzo 2017, n. 24 recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie”;
  • Determinazione Regionale n. G14075 del 18 ottobre 2017 recante “Approvazione del ‘Documento di indirizzo per l’implementazione delle raccomandazioni Ministeriali n. 6 per la prevenzione della morte materna correlata al travaglio e/o parto e n. 16 per la prevenzione della morte o disabilità permanente in neonato sano di peso > 2500 grammi’”;
  • Nota prot. U0583694 del 17 novembre 2017 della Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali – Area Programmazione della Rete Ospedaliera e Risk Management recante “Adempimenti LEA 2017”;
  • Determinazione Regionale n. G16829 del 6 dicembre 2017 recante “Istituzione CentroRegionale Rischio Clinico ai sensi della L. 24/2017”;
  • Determinazione Regionale n. G01226 del 2 febbraio 2018 recante “Revisione delle Linee Guida per l'elaborazione del Piano Annuale di Risk Management (PARM) ai sensi della legge 24/2017”

6. Bibliografia e sitografia

  • Ministero della Salute: “Risk Management in Sanità- il problema degli errori” Commissione Tecnica sul Rischio Clinico DM 5 marzo 2003
  • WHO – World Alliance for patient safety - The second Global Patient Safety Challenge 2008 “Safe Surgery Save Live”
  • The New NHS: modern and dependable. London: Stationary Office, 1997
  • Reason J, Managing the risks of organizational accidents, 1997
  • Reason J, Human error: models and management, BMJ 2000; 320; 768-770
  • Raccomandazioni e Manuale della sicurezza dei pazienti e degli operatori reperibili sul sito del Ministero della Salute
  • Ministero della Salute: Protocollo per il monitoraggio degli Eventi Sentinella luglio 2009

I risk manager

  • CTR di via Passo Cavallone, 4, dott. Piero Venturi;
  • CTR di via Moncenisio , 20, dott. Pierpaolo Colombo,
  • CTR di via Morlupo, 94, dott. Massimo Salviati;
  • CD di via Morlupo, 94, dott. Felice Damiano Torricelli;