Documentazione

PIANO ANNUALE DI RISK MANAGEMENT (PARM) 2020

REVERIE FONDATORI IMPRESA SOCIALE SRL

 

PARM

(PIANO ANNUALE DI RISK MANAGEMENT)

 

1.PREMESSA

1.1 CONTESTO ORGANIZZATIVO

Le Comunità Reverie rispondono alle richieste di cura delle patologie psichiche in regime residenziale, semiresidenziale e domiciliare.

Tutte le comunità e i programmi terapeutici riabilitativi della Reverie agiscono in pool e operano nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione di persone con gravi disagi psichici. Il loro modello terapeutico ed organizzativo, nato agli inizi degli anni '80 nello spirito della legge 180, è centrato su una modalità di trattamento multidisciplinare integrato.

Le Comunità Reverie aderiscono alla ANASCOP (Associazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche).

La Reverie Fondatori Impresa Sociale s.r.l. gestisce due Comunità Terapeutiche e un Centro Diurno che ha avviato nel tempo e portato a compimento numerose esperienze di case famiglia e gruppi appartamento, concepite come modulazione dei processi di uscita e come preparazione al reinserimento territoriale.

Negli ultimi anni la Reverie attraverso il suo Centro Diurno ora in capo alla Reverie Fondatori, ha sviluppato anche un Programma di Assistenza Territoriale per quelle persone che, uscite dalle sue comunità, hanno deciso di risiedere nei pressi delle strutture terapeutiche per poter continuare ad utilizzare il sostegno e le risorse della Reverie.

Attualmente lo staff delle strutture federate si compone di circa 60 persone fra soci operatori in collaborazione professionale e consulenti che svolgono la loro attività professionale in favore di altrettanti utenti dei Servizi di Salute Mentale affidati in cura ai programmi.

 

La Mission

Al fine di definire con maggiore dettaglio gli scopi e le finalità delle strutture Reverie, riportiamo di seguito l’art. 4 dello Statuto Sociale della Reverie Comunità 1, i cui principi sono parte integrale degli statuti delle strutture federate (Reverie Comunità 1, Reverie Fondatori, Progetto Professionisti Reverie), che recita:

L’Associazione si propone come scopo principale lo studio e la ricerca applicata nel campo della terapia della sofferenza psichica nello spirito della legge 180/78 e successive norme statali e regionali che regolano la riforma psichiatrica. Per il raggiungimento dello scopo di cui sopra l’Associazione potrà:

  1. A) Gestire, in proprio o in forma associata Comunità psico-socio-terapeutiche e riabilitative;
  2. B) Promuovere la creazione di altre strutture cosiddette "intermedie" o alternative (comunità terapeutiche, alloggio, riabilitative, case famiglia, centri diurni e simili);
  3. C) Accogliere, assistere e riabilitare nonché sostenere psicologicamente persone sofferenti di disturbi psichici di varia natura e gravità in applicazione ai dettami della Legge 180/78 - 833/79 - regionale n. 49/85 e successive norme che regolano l’applicazione delle leggi suddette;
  4. D) Collaborare con i Servizi Pubblici per la stesura e attuazione di programmi terapeutici di persone assistite dagli stessi Servizi, curandone l’inserimento nelle strutture intermedie residenziali, semiresidenziali e residenzialità assistita e/o protetta, di cui sopra;
  5. E) Prendere in proprietà, in affitto o in concessione gratuita qualunque bene immobile o mobile registrato, utile ai suoi fini e attrezzarlo;
  6. F) Stipulare contratti di appalto per la gestione di servizi e convenzioni con Enti pubblici e privati;
  7. G) Provvedere alla pubblicazione di giornali e riviste, libri, bollettini, materiale di informazione aventi contenuto attinente allo scopo sociale;
  8. H) Organizzare in proprio e/o partecipare tramite propri rappresentanti a riunioni, convegni, conferenze, dibattiti, seminari, corsi di studio o aggiornamento nell’ambito della problematica dello studio cui al 1° capoverso e successivi);
  9. I) Predisporre una serie di attività di studio e di ricerca teorico-pratica per il tirocinio, la formazione, la supervisione e l’aggiornamento professionale di operatori di strutture intermedie;
  10. L) Promuovere, eventualmente, utilizzando la sua esperienza, la creazione di altri tipi di comunità e programmi terapeutici per persone con disagi psichici e/o esistenziali. Dette comunità e programmi terapeutici, come quelli di cui al punto B, potranno essere dati in gestione in tutto e/o in parte, con le modalità proposte dal Consiglio Direttivo e il voto favorevole del Presidente, ad apposite entità societarie e/o associative allo scopo costituitesi e/o già di fatto operanti nel settore. Parimenti potranno essere dati in gestione programmi già avviati e di fatto operanti nella Reverie.
  11. M) Organizzare corsi di formazione professionale a tutti i livelli possibili purché utili ai fini del raggiungimento degli scopi statutari.

STRUTTURA

POSTI

CT   Capena (RM) via Passo Cavallone 4

18 posti accreditati + 2 posti autorizzati

CT Capena (RM) via Morlupo 94

17 posti accreditati + 3 posti autorizzati

CD Capena (RM) via Morlupo 94

8 posti accreditati + 8 posti autorizzati

 

 

1.2 RELAZIONE CONSUNTIVA SUGLI EVENTI AVVERSI E SUI RISARCIMENTI EROGATI

Nell’anno 2020:

  • Nelle comunità non si sono verificati eventi sentinella né eventi avversi né “Near Miss”;
  • Nel CENTRO DIURNO” non si sono verificati eventi sentinella né eventi avversi né “Near Miss”;
  • Inoltre, andando a ritroso fino all’anno 2013, non si è avuto alcun sinistro né è stato quindi erogato alcun risarcimento.

 

 

 

 

 

Tipo di evento N

N° (e % sul totale degli eventi)

Principali fattori causali/contribuenti

Azioni di miglioramento

Fonte del dato

Near miss

0

Strutturali (%)

Tecnologici (%)

Organizzativi (%)

Procedure/Comunicazione (%)

Strutturali (%)

Tecnologici (%)

Organizzativi (%)

Procedure/Comunicazione (%)

Sistemi di reporting (%)

Sinistri (%)

Emovigilanza (%)

Eventi avversi

0

Eventi sentinella

0

 

 

Anno

N° sinistri

Risarcimenti erogati

2013

0

0

2014

0

0

2015

0

0

2016

0

0

2017

0

0

2018

0

0

2019

0

0

2020

0

0

 

 

 

 

 

 

1.3 DESCRIZIONE DELLA POSIZIONE ASSICURATIVA Nella tabella sottostante presentiamo i dati della posizione assicurativa dal 2015 a oggi.

Reverie Fondatori

Anno

Polizza

(scadenza)

Compagnia assicurativa

Premio

netto

franchigia

Brokeraggio

2016

30/04/2016

Groupama

814,50

250

0

2017

30/04/2017

Groupama

814,50

250

0

2018

30/04/2018

Groupama

814,50

250

0

2019

30/04/2019

Groupama

981

250

0

2020

30/04/2021

Groupama

1200

 

0

2021

28/05/2022

Groupama

3500

 

0

 

 

1.4 RESOCONTO DELLE ATTIVITÀ DEL PARM PRECEDENTE Nella tabella sottostante presentiamo le varie attività previste nel PARM per l’anno 2020, con indicazione della loro realizzazione ed eventuali criticità.

Obiettivo a. Diffondere la cultura della sicurezza delle cure.

 

Attività

Realizzata

1. RIUNIONE DI EQUIPE SETTIMANALE 2h

si

CORSI SPECIFICI SULLA SICUREZZA (antincendio, BLSD)

si

 

 

Obiettivo b Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività

Realizzata

 

 

1. RIUNIONE DI EQUIPE SETTIMANALE 2h

si

2. Registro (monitoraggio giornalieri delle assunzioni)

Si

3 programma farmaci (gestisce archivio, segnala i farmaci in scadenza ecc.)

Si

4 supervisione mensile di ciascuna equipe delle comunità e del centro diurno

si

5. Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali

si

 

                    

Obiettivo c) Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture.

 

Attività

Realizzata

 

 

1. RIUNIONE DI EQUIPE SETTIMANALE 2h

si

2 supervisione mensile di ciascuna equipe delle comunità e trimestrale del centro diurno

si

3. Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali

si

 

 

 

 

  1. MATRICE DELLE RESPONSABILITÀ DEL PARM

azione

Risk manager

Direttore generale

Direttore sanitario

Responsabile del Presidio

Strutture amministrative e tecniche di supporto

Redazione parm e proposta di delibera

R

C

C

C

-

Adozione parm con delibera

I

R

C

C

-

Monitoraggio PARM

R

I

C

C

C

 

Legenda:

R – Responsabile

C – Coinvolto

I – Interessato

 

  1. OBIETTIVI

Le Strutture Reverie, in ordine ai Parm, perseguono i seguenti 4 obiettivi strategici:

  1. diffondere la cultura della sicurezza delle cure;
  2. migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi;
  3. favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture;
  4. partecipare alle attività regionali in tema di risk management.

 

  1. ATTIVITÀ

Nella tabella sottostante presentiamo le attività previste per il raggiungimento di ognuno dei 4 obiettivi.

 

 

Obiettivo a) diffondere la cultura della sicurezza delle cure

 

Attività 1 – RIUNIONE DI EQUIPE SETTIMANALE

 

Indicatore – esecuzione settimanale come da report in

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Responsabile di Struttura

Esecuzione

R

 

 

Obiettivo a) diffondere la cultura della sicurezza delle cure

 

Attività 2 – CORSI SPECIFICI SULLA SICUREZZA: 2018 Corso sulla sicurezza Aziendale (evacuazione, vie di fuga, estintori)

 

Indicatore – esecuzione di almeno una edizione del corso entro il 31/12/2020

 

Standard - SI

 

Fonte – Direzione Aziendale

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Direzione Aziendale

Progettazione del corso

R

Accreditamento del corso

R

Esecuzione del corso

R

 

 

Obiettivo b) Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività 1 Registro (monitoraggio giornalieri delle assunzioni dei farmaci)

 

Indicatore – Registro giornaliero cartaceo assunzioni dei farmaci

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Direzione di Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo b) Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività 2 programma farmaci (gestisce archivio, segnala i farmaci in scadenza ecc.)

 

Indicatore – Attività infermiere

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio

 

Azione

Direzione di Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo b) Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività 3 – RIUNIONE DI EQUIPE SETTIMANALE 2 ore

 

Indicatore – esecuzione settimanale come da verbali assemblee di struttura.

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio e verbali assemblee di struttura.

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Responsabile di

Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo b) Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività 4 – Progettazione ed esecuzione di almeno una edizione di un “corso base di Gestione del Rischio Clinico”

 

Indicatore – esecuzione di almeno una edizione del corso entro il 31/12/2019

 

Standard - SI

 

Fonte – Direzione Aziendale

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Direzione Aziendale

Progettazione del

corso

C

Esecuzione del corso

R

C

Obiettivo b) Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività 5 Supervisione mensile delle équipes da Supervisore esterno (3 ore al mese)

 

Indicatore – Registro presenze e fatturazione

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio

 

Matrice della responsabilità

 

Azione

Responsabile di

Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo b) Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi.

 

Attività 6 Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali

 

Indicatore – Registro presenze e fatturazione

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio

 

Matrice della responsabilità

 

Azione

Responsabile di

Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo c) Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture.

 

Attività 1 – RIUNIONE DI EQUIPE SETTIMANALE 2 ore

 

Indicatore – esecuzione settimanale come da verbali assemblee di struttura.

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio e verbali assemblee di struttura.

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Responsabile di

Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo c) Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture.

 

Attività 2 Supervisione mensile delle équipes (3 ore al mese)

 

Indicatore – Registro presenze e fatturazione

 

Standard - SI

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Responsabile di

Struttura

Esecuzione

R

Obiettivo c) Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture.

 

Attività 3 Incontri con supervisore esterno per lavorare sulla gestione dei rapporti gruppali

 

Indicatore – Registro presenze e fatturazione

 

Standard - SI

 

Fonte – Responsabile del Presidio

 

Matrice delle responsabilità

 

Azione

Responsabile di

Struttura

Esecuzione

R

 

Legenda:

R – Responsabile C – Coinvolto

I – Interessato

 

 

 

  1. MODALITÀ DI DIFFUSIONE DEL PARM

Il Piano Annuale di Risk Management (PARM) verrà diffuso a livello Aziendale mediante:

  1. Presentazione alle équipe da parte di Risk Manager e Direttori Sanitari
  2. Pubblicazione sul sito Internet reverie.it (nella sezione Documenti)
  3. Invio via mail agli operatori

 

 

3.     RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”;
  2. P.R. 14 gennaio 1997 recante “Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private”;
  3. Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 recante “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419”
  4. Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, integrato con il Decreto legislativo n. 106/2009, recante “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”;
  5. Decreto Ministero della Salute del 11/12/2009 Istituzione del Sistema Informativo per il Monitoraggio degli errori in Sanità;
  6. Circolare Ministeriale n.52/1985 recante “Lotta contro le Infezioni Ospedaliere”;
  7. Circolare Ministeriale n. 8/1988 recante “Lotta contro le infezioni ospedaliere: la sorveglianza”;
  8. Seduta della Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2008 recante “Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano concernente la gestione del rischio clinico e la sicurezza dei pazienti e delle cure. Intesa ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131”;
  9. Determinazione Regionale n. G04112 del 01 aprile 2014 recante “Approvazione del documento recante: ‘Linee di indirizzo regionali per la stesura del Piano di Risk Management (PARM): gestione del rischio clinico e delle infezioni correlate all'assistenza (CC-ICA)’”;
  10. Nota prot. n. 58028/GR/11/26 del 03 febbraio 2015 della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Area Giuridico Normativa, Istituzionale e Gestione Rischio Clinico recante “Relazione conclusiva Piani Annuali di Risk Management delle Aziende

Sanitarie e Ospedaliere della Regione Lazio 0014; Obiettivi 2015 Rischio Clinico Regione Lazio;

  1. Nota prot. n. 99218/GR/11/26 del 23 febbraio 2015 della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Area Giuridico Normativa, Istituzionale e Gestione Rischio Clinico recante “Percorso Aziendale per il recepimento delle raccomandazioni ministeriali per la sicurezza dei pazienti”;
  2. Legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”;
  3. Determinazione Regionale n. G12355 del 25 ottobre 2016 recante “Approvazione del documento recante ‘Definizione dei criteri per la corretta classificazione degli eventi avversi e degli eventi sentinella”;
  4. Determinazione Regionale n. G12356 del 25 ottobre 2016 recante “Approvazione del ‘Piano Regionale per la prevenzione delle cadute dei pazienti’”;
  5. Legge 8 marzo 2017, n. 24 recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità degli esercenti le professionisanitarie”;
  6. Determinazione Regionale n. G14075 del 18 ottobre 2017 recante “Approvazione del ‘Documento di indirizzo per l’implementazione delle raccomandazioni Ministeriali n. 6 per la prevenzione della morte materna correlata al travaglio e/o parto e n. 16 per la prevenzione della morte o disabilità permanente in neonato sano di peso > 2500 grammi’”;
  7. Nota prot. U0583694 del 17 novembre 2017 della Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali – Area Programmazione della Rete Ospedaliera e Risk Management recante “Adempimenti LEA 2017”;
  8. Determinazione Regionale n. G16829 del 6 dicembre 2017 recante “Istituzione Centro

 

Regionale Rischio Clinico ai sensi della L. 24/2017”;

  1. Determinazione Regionale n. G01226 del 2 febbraio 2018 recante “Revisione delle Linee Guida per l'elaborazione del Piano Annuale di Risk Management (PARM) ai sensi della legge 24/2017”

 

7. BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  1. Ministero della Salute: “Risk Management in Sanità- il problema degli errori” Commissione Tecnica sul Rischio Clinico DM 5 marzo 2003
  2. WHO – World Alliance for patient safety - The second Global Patient Safety Challenge 2008 “Safe Surgery Save Live”
  3. The New NHS: modern and dependable. London: Stationary Office, 1997
  4. Reason J, Managing the risks of organizational accidents, 1997
  5. Reason J, Human error: models and management, BMJ 2000; 320; 768-770
  6. Raccomandazioni e Manuale della sicurezza dei pazienti e degli operatori reperibili sul sito del Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2911&area=qualita&me nu=formazione
  7. Ministero della Salute: Protocollo per il monitoraggio degli Eventi Sentinella luglio 2009:http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=238&area=qualita&men u=sicurezza

 

 

Roma, 25 agosto 2020                                                                                                                                                                                         

EX DLGS 231/2001

 

 

Programmi residenziali e semi residenziali psico-socio-terapeutici

 

MODELLO 231

modello di organizzazione, gestione e controllo

 ex D. lgs.vo 231/2001

Aggiornato al 10/03/2022

 

A - PARTE GENERALE

  1. GLOSSARIO, DEFINIZIONI ED ABBREVIAZIONI
  2. IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001 N. 231
  3. ADOZIONE DEL MODELLO EX D.LGS. 231 DEL 2001

3.1 Stato delle procedure e obbiettivi perseguiti con l’adozione del modello

3.2 Oggetto e scopo del modello

3.3 La costruzione del modello e i suoi principi ispiratori

  1. L’ORGANISMO DI VIGILANZA

4.1 Nomina, durata e sostituzione dei membri dell’OdV

4.2 Compenso e capacità di spesa dell’OdV

4.3 Regole di funzionamento e convocazione dell’OdV

4.4 Funzioni e Poteri dell’OdV

            4.5 I flussi informativi e le segnalazioni da parte dell’OdV e le relazioni con gli organi

                    sociali

            4.6 I flussi informativi e le segnalazioni nei confronti dell’OdV

    4.7 registro delle attività – libro delle riunioni dell’OdV – raccolta e conservazione

 delle informazioni

  1. IL SISTEMA DISCIPLINARE

5.1 Misure nei confronti dei consiglieri, dei membri del comitato esecutivo

  • Misure nei confronti dei componenti dell’organismo di vigilanza
  • Misure nei confronti dei lavoratori subordinati
  • Misure nei confronti dei medici
  • Misure nei confronti dei collaboratori esterni
  • Misure nei confronti dei fornitori
  1. REGOLE DI COMPORTAMENTO E CODICE ETICO
  2. DIFFUSIONE E FORMAZIONE SUL MODELLO

7.1 Diffusione e informazione sul modello

7.2  Formazione sul modello

 

B - PARTE SPECIALE

  1. LE FATTISPECIE DI REATO, POSSIBILI FONTI DI RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA
  2. I REATI CONTRO LA P.A.

9.1Principi di comportamento

9.2 Aree sensibili

 9.3  Procedure per il regolare svolgimento dell’attività aziendale e    prevenzione

  1. I REATI SOCIETARI

10.1 Principi di comportamento

10.2 Aree sensibili

                10.3 Procedure per il regolare svolgimento dell’attività aziendale e specifiche di prevenzione

  1. I REATI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI

        

  • Principi generali
  • Aree sensibili
  • Procedure per il regolare svolgimento dell’attività aziendale e specifiche di prevenzione

 

  1. I REATI DI OMICIDIO COLPOSO E LESIONI COLPOSE GRAVI O GRAVISSIME COMMESSI CON LA VIOLAZIONE DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE E SULLA TUTELA DELL’IGIENE E DELLA SALUTE SUL LAVORO

 

  • Principi di comportamento
  • Aree sensibili
  • Procedure per il regolare svolgimento dell’attività aziendale e specifiche di

         prevenzione

  1. REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA

                        ILLECITA

 

  • Principi generali
  • Aree sensibili
  • Procedure per il regolare svolgimento dell’attività aziendale e specifiche di

         prevenzione

  1. REATI AMBIENTALI (ART. 25-UNDECIES DEL DECRETO)

 14.1   Reati applicabili

 14.2   Aree sensibili

 14.3   PROTOCOLLI GENERALI DI PREVENZIONE

 14.4   Sistema di gestione della qualità

 

 

PARTE GENERALE

 

1 - GLOSSARIO DEFINIZIONI ED ABBREVIAZIONI

 

Si fornisce qui di seguito la definizione dei principali termini utilizzati nel Modello di Organizzazione Gestione e Controllo della Reverie Fondatori Impresa Sociale srl di seguito denominata “Reverie”.

 

Modello: si intende il complesso dei principi di comportamento e delle procedure operative ad essi ispirate, adottati dalla Reverie al fine di prevenire la commissione dei reati, così come previsto dagli art. 6 e 7 del D. Lgs. 231/2001, ad integrazione degli strumenti Organizzativi e di Controllo vigenti nell'Ente (Organi Statutari, Codice Etico, Manuale Gestionale ed Operativo Organigrammi, Documenti di Valutazione dei Rischi, Documento Programmatico sulla Sicurezza). Il Modello prevede, inoltre, l'individuazione dell'Organismo di Vigilanza, nonché delle funzioni ad esso attribuite e la definizione del sistema sanzionatorio e dell’attività di formazione relativa al D.Lgs. 231/2001 e alle direttive in esso contenute.

 

Soggetti apicali: si intendono tutti i soggetti che rivestono, anche di fatto, funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’Ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia funzionale e/o finanziaria.

 

Pubblico ufficiale: si intende ogni soggetto che esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. È pubblica la funzione amministrativa disciplinata dal diritto pubblico e da atti autorizzativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della Pubblica Amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autorizzativi o certificativi.

 

Pubblica Amministrazione o P.A.: si intende qualsiasi Ente pubblico, agenzia amministrativa indipendente, persona, fisica o giuridica, che agisce in qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, ovvero in qualità di membro di organo delle Reverie, di funzionario delle Reverie.

 

Processi sensibili: si intende ogni processo dell’attività aziendale in relazione al quale si ritiene possibile la commissione dei reati sanzionati dal D. Lgs. 231/2001.

 

Procedure: si intende l’insieme di regole e protocolli formalizzati per l’esecuzione di determinate operazioni e processi aziendali. Tali regole sono elencate per ciascuna area di rischio/reato individuata nel Modello ex D.Lgs. 231/2001 e costituiscono parte integrante dello stesso.

 

Reati Rilevanti: Reati espressamente contemplati dal D.Lgs. 231/2001.

 

Soggetti obbligati: si intendono tutti i soggetti a cui è rivolto il Modello, e più precisamente i Soci, gli Amministratori, i Sindaci, i Direttori, i Medici, i Dipendenti, i Collaboratori, i Consulenti e le parti interessate in generale.

Tracciabilità: si intende l’aspetto procedurale che prevede la dimostrazione, attraverso precise tracce documentali, dello svolgimento di un certo evento aziendale o di un processo decisionale.

Organismo di Vigilanza: si intende l’Organismo che, nell’ambito dell’applicazione del Modello, ha   il compito di vigilare (i) sull’osservanza delle prescrizioni del Modello (in relazione alla prevenzione e di difesa dalle diverse tipologie di reato contemplate nel Decreto); (ii) sull’efficacia del Modello in relazione alla struttura aziendale e all’effettiva capacità di prevenire la commissione dei reati; (iii) sulla irrogazione delle sanzioni interne, nel caso in cui vi sia stata violazione, da parte dei soggetti interessati, delle regole fissate nel Modello stesso; (iv) sulla pianificazione e lo svolgimento di un’adeguata attività di formazione, nonché (v) sull’opportunità di aggiornamento del Modello stesso, ogniqualvolta si ravvisino esigenze di modifica dello stesso, in relazione all’introduzione di nuove fattispecie di reato nel perimetro di applicazione del D.Lgs. 231/2001 e/o alle mutate condizioni ambientali e/o a nuovi orientamenti della best practice.

Nella parte che segue e nelle Procedure allegate, saranno utilizzate le seguenti abbreviazioni:

OdV: si intende l’Organismo di Vigilanza della Reverie

Consiglio di Amministrazione o CdA o Delibera Dirigenziale: si intende il Consiglio di Amministrazione della Reverie o la Delibera Dirigenziale dell'Amministratore Unico della Reverie.

Presidente: si intende il Presidente della Reverie o l'Amministratore Unico della Reverie Fondatori Impresa Sociale srl.

Soci: si intendono i soci della Reverie.

DS: si intendono i Direttori Sanitari della Reverie

Decreto o D.Lgs. 231/2001: si intende il Decreto Legislativo 8 Giugno 2001, n. 231, integrato con gli aggiornamenti sino ad oggi intervenuti.

SSR: si intende il Servizio Sanitario Regionale.

SSN: si intende il Servizio Sanitario Nazionale.

2 - IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001 N. 231

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 ha introdotto la disciplina della responsabilità delle persone giuridiche e degli enti anche senza personalità giuridica per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato commessi a vantaggio anche non esclusivo della società o dell’ente da soggetti che ricoprono una posizione apicale all’interno della società (rappresentanti, direttori, amministratori) o dai soggetti ad essi sottoposti.

Nel suo testo originario il Decreto prevedeva la responsabilità delle persone giuridiche e degli enti in relazione ai seguenti reati contro la Pubblica Amministrazione (art. 24 e art. 25 del Decreto):

  1. malversazione ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico;
  2. indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o di altro Ente Pubblico;
  3. truffa ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico;
  4. truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche;
  5. frode informatica ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico;
  6. concussione;
  7. corruzione;
  8. istigazione alla corruzione.

Successivamente alla sua entrata in vigore, l’ambito di applicazione del D.Lgs. 231/2001 ha subito rilevanti estensioni, includendo tra i reati che determinano la responsabilità delle persone giuridiche e degli enti le seguenti ulteriori fattispecie:

  • reati contro la fede pubblica (art. 25 bis D.Lgs. 231/2001);                                                                               
  • reati societari (art. 25 ter D.Lgs. 231/2001);
  • delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico (art. 25 quater D.Lgs. 231/2001);
  • delitti contro la personalità individuale e delitti contro la vita e l’incolumità individuale (art.25 quater - 1, quinquiesD.Lgs. 231/2001);
  • reati di abuso di mercato (art. 25 sexiesD.Lgs. 231/2001);
  • reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commessi con la violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art 25 septiesD.Lgs. 231/2001);
  • reato di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio (art 25 octies D.Lgs. 231/2001);
  • reati di criminalità organizzata transnazionale e associazione per delinquere (art.3, 4 e 10 della Legge 16 marzo 2006, n. 146 D. Lgs. 231/2001);
  • reati di criminalità informatica (art. 24 bis D. Lgs. 231/2001);
  • reati contro l’industria e il commercio (art. 25 bis D. Lgs. 231/2001);
  • induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art. 25 novies D. Lgs. 231/2001);
  • induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art.

25 decies D.lgs. 231/2001)

  • reati ambientali (art. 25 undecies D.lgs. 231/2001)
  • impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25 duodecies D.lgs. 231/2001)

La persona giuridica può essere ritenuta responsabile e, quindi, sanzionata patrimonialmente, in relazione alle predette fattispecie di reato che si suppone siano state commesse a suo vantaggio o nel suo interesse dagli amministratori, dai dipendenti, dai collaboratori ovvero da chiunque agisca in sua rappresentanza.

I presupposti affinché un ente possa incorrere nella descritta responsabilità risultano essere:

che una persona fisica - la quale si trova, rispetto all’ente, in una delle relazioni previste dall’art. 5 del Decreto (soggetti in posizione apicale o sottoposti) - commetta uno dei reati suddetti previsti dal D.Lgs. 231/01;

  • che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio (anche non esclusivo) dell’ente
  • che il reato commesso dai soggetti individuati dalla legge derivi, quanto meno, da una “colpa di organizzazione” dell’ente.

Per quanto riguarda il primo aspetto, il D.Lgs. 231/2001 individua con l’art. 5 – rubricato “Responsabilità dell'ente” - due tipologie di soggetti i quali, qualora dovessero commettere nell’interesse o a vantaggio dell’ente uno dei reati sopra evidenziati, potrebbero determinare la responsabilità a carico dell’ente stesso.

Secondo il dettato della citata norma, “l’ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:

  • da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso (c.d. soggetti in posizione apicale);
  • da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a)” (c.d.soggetti sottoposti).

Tuttavia, “l’ente non risponde se le persone innanzi indicate hanno agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi”.

La prima delle descritte figure (soggetti in posizione apicale) ricomprende il Presidente, gli amministratori, i direttori generali, i direttori dei Programmi, i direttori sanitari, gli Aiuto Responsabili, i Responsabili delle Unità Operative/Servizi.

“Soggetti all’altrui direzione” (soggetti sottoposti) possono invece essere chiunque si trovi ad operare internamente all’ente in una posizione anche non formalmente inquadrabile in un rapporto di lavoro dipendente, purché sottoposti alla direzione o alla Vigilanza altrui (es. psicologi, medici, operatori socio sanitari, educatori, infermieri liberi professionisti e/o consulenti esterni).

La sola esistenza di uno dei rapporti innanzi descritti in capo all’autore del reato non è sufficiente di per sé a far sorgere la responsabilità in capo alla persona giuridica. Occorre anche che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio della medesima. Pertanto, l’ente risponde del reato qualora il suo autore lo abbia commesso con l’intenzione di perseguire un interesse esclusivo e/o concorrente dell’ente stesso, ovvero qualora il reato si riveli comunque vantaggioso per quest’ultimo.

Tuttavia, la responsabilità dell’ente deve ritenersi esclusa qualora risultasse che l’autore del reato abbia agito per il perseguimento di un interesse esclusivamente proprio.

Il decreto prevede l’adozione di un modello organizzativo quale condizione di possibile esclusione della responsabilità amministrativa.

L’ art. 7, 1° e 2° comma del D. Lgs. 231/2001 - rubricato “Soggetti sottoposti all'altrui direzione e modelli di organizzazione dell'ente” - statuisce che “nel caso previsto dall'articolo 5, comma 1, lettera b), l'ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall'inosservanza degli obblighi di Direzione o Vigilanza o delle direttive assembleari o delle determine del CdA o delle determine dirigenziali.

In ogni caso, è esclusa l'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza se l'ente, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un Modello di organizzazione, gestione e controllo, idoneo a prevenire reati della specie di cui verificatosi”.

In relazione alla natura e alla dimensione dell’organizzazione, nonché al tipo di attività svolta, il Modello prevede misure idonee a garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto della legge e a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio (art. 7, 3° comma D. Lgs. 231/2001).

Gli artt. 6 e 7 del Decreto offrono, infatti, all’ente una forma di esonero dalla propria responsabilità, disciplinando le condizioni al verificarsi delle quali l’ente non risponde del reato commesso dai soggetti individuati dall’art. 5.

Introducendo un’inversione dell’onere della prova, l’art. 6 del D.Lgs. 231/2001 - rubricato “Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione dell'ente” – prevede che “se il reato è stato commesso dalle persone indicate nell'articolo 5, comma 1, lettera a), l'ente non risponde se prova che:

  • l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  • il compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, nonché di adeguata capacità di spesa;
  • le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di cui alla lettera b)”.

Ai fini della loro idoneità, i suddetti Modelli devono rispondere, “in relazione all’estensione dei poteri delegati e al rischio di commissione dei reati alle seguenti esigenze:

  • individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati;
  • prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’ente in relazione ai reati da prevenire;
  • individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati;
  • prevedere obblighi di informazione nei confronti dell’organismo deputato a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli;
  • introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello” (art. 6, 2° comma D. Lgs. 231/2001).

Ai sensi dell’art. 7, 4° comma D. Lgs. 231/2001, “l’efficace attuazione del modello richiede:

  1. a) una verifica periodica e l’eventuale modifica dello stesso qualora siano scoperte significative violazioni delle prescrizioni in esso contenute ovvero intervengano mutamenti nell’organizzazione o nell’attività;
  2. b) un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello”.

 

3 - ADOZIONE DEL MODELLO EX D.LGS. 231 DEL 2001.

 

3.1 STATO DELLE PROCEDURE E OBIETTIVI PERSEGUITI CON L’ADOZIONE DEL MODELLO

 

La Reverie Fondatori Impresa Sociale srl gestisce un Centro Diurno autorizzato e accreditato dalla Regione Lazio e due Comunità terapeutiche-riabilitative (SRTR-e) che erogano in forma integrata con il SSR attività di terapia, cura e riabilitazione estensiva in regime residenziale, coerentemente con le norme nazionali e regionali e gli indirizzi della Regione Lazio.

I presidi della Reverie Fondatori sono pertanto soggetti a controlli e verifiche da parte della Regione e delle ASL, a cui spetta il compito di stabilire le modalità di valutazione delle strutture, delle procedure e dei requisiti di qualificazione e accreditamento, nonché di verificare i risultati prodotti in termini di qualità e di appropriatezza delle metodologie applicate.

L’assoggettamento al regime dell’accreditamento con il SSR e la conseguente necessità di rispettare i requisiti previsti hanno fatto sì che la Reverie si fosse già dotata da anni di un complesso di strutture, di strumenti di controllo e di procedure interne che costituiscono un efficace presidio per la prevenzione di alcuni dei reati inclusi nel perimetro del D.Lgs. 231/01.

La Reverie, promuove e consolida al proprio interno una cultura di trasparenza, integrità, correttezza, efficienza, democrazia e controllo democratico nell’esercizio delle proprie attività, nella convinzione che l’assoluto rispetto di questi valori rappresenti una premessa indispensabile ai fini del raggiungimento degli obiettivi sociali.

Conseguentemente, nell’ottica di predisporre una ancor più efficiente attività di controllo e di monitoraggio di tutti i processi sensibili, la Reverie ha avviato nel corso degli anni le ulteriori attività propedeutiche all’adozione e all’implementazione, all’interno della struttura, di un modello organizzativo specificatamente aderente alle disposizioni del D.Lgs. 231/01 quali, in particolare:

  1. a) lo sviluppo ed il rafforzamento delle funzioni delle riunioni quindicinali tra i Responsabili dei Presidi Sanitari della Reverie;
  2. b) l’adozione di un Codice Etico di Comportamento;
  3. c) la mappatura dei processi e delle attività aziendali “sensibili” ovvero delle aree operative nel cui ambito potrebbe essere più frequente la possibilità di commissione dei reati di cui al Decreto.

Il gruppo di lavoro appositamente costituito dalla Reverie ha pertanto provveduto (i) all’analisi delle procedure e del sistema dei controlli già esistenti, (ii) alla revisione e integrazione delle procedure interne per renderle più incisive, più chiare ed organizzate, (iii) alla previsione di un Organismo di Vigilanza e di un sistema sanzionatorio più efficace e stringente e (iv) all’elaborazione del suo specifico modello organizzativo adeguandolo al D.Lgs. 231/01.

3.2 OGGETTO E SCOPO DEL MODELLO

La Reverie nell’intento di assicurare, a tutela della propria posizione e immagine, condizioni di correttezza, integrità e trasparenza nella conduzione delle proprie attività, ha ritenuto, come già anticipato, di attuare un programma di analisi dei propri strumenti organizzativi, di gestione e di controllo, di verificare la corrispondenza delle procedure aziendali già esistenti alle finalità previste dal Decreto e di procedere all’attuazione del modello rigorosamente secondo i dettami delle Norme che regolano il settore e al Decreto l.vo 231.

Tale iniziativa è stata assunta nella convinzione che il modello stesso – che riassume ed integra l’insieme di regole e procedure interne già presenti e che saranno successivamente introdotte - possa costituire un valido e più efficace strumento di sensibilizzazione nei confronti di tutti coloro che operano nella Reverie Fondatori, affinché si attengano, nell’espletamento delle proprie attività, a comportamenti corretti, trasparenti e lineari, tali da prevenire il rischio di compimento dei reati contemplati nel Decreto.

Al termine dell’attività di mappatura delle aree/attività a rischio reato ex D.Lgs. 231/2001 sono stati individuati i criteri generali che hanno poi ispirato l’elaborazione del presente documento.

Tali criteri principalmente consistono:

  1. a) nella implementazione e/o potenziamento di sistemi di monitoraggio interni alla Società sulle potenziali aree di attività a rischio e un tempestivo intervento per prevenire o porre termine o impedire la prosecuzione della commissione di eventuali reati;
  2. b) nell’individuazione di specifiche procedure interne che siano parte integrante del Modello Generale che individuino i soggetti titolari delle funzioni, delle competenze e delle responsabilità.
  3. c) nella previsione di adeguata separazione delle funzioni, al fine di impedire che i destinatari del Modello possano gestire in maniera autonoma un intero processo, nonché nella definizione e nell’attribuzione di poteri autorizzativi in linea con le responsabilità assegnate;
  4. d) nella previsione di obblighi informativi nei confronti dell’Organismo di Vigilanza, nonché di appositi canali informativi interni;
  • nell’introduzione di un sistema sanzionatorio che si renderà applicabile in caso di violazione delle linee di condotta indicate ai fini della prevenzione dei reati di cui al D. Lgs. 231/2001 e delle procedure interne previste dal Modello stesso;
  • nella previsione di programmi di formazione interna, obbligatori per tutti i livelli associativi, e di informazione e diffusione ai terzi sui contenuti del Decreto, sulle regole comportamentali e sulle procedure adottate dalla Reverie.

In questo ambito, si richiamano di seguito i principali presidi della Reverie ai quali il Modello fa riferimento:

  • Statuto sociale;

*        Regolamento Interno ex protocollo di intesa di tutti coloro che prestano la loro collaborazione professionale nei programmi della Reverie;

  • Codice Etico;
  • Manuale Gestionale e Operativo;
  • Carta dei Servizi;
  • Documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e le relative    misure di prevenzione e protezione;
  • Documento programmatico sulla sicurezza.

Si consideri, peraltro, che il sistema di regole e procedure interne attualmente esistenti ed adottate, nonché quelle in corso di perfezionamento in continuità operativa, per la prevenzione dei reati ex D.Lgs. 231/2001, riepilogate nella parte speciale e nell’Appendice del presente Modello alla quale si rimanda, sono strumento necessario per il buon funzionamento del Modello stesso, e ne costituiscono, pertanto, una parte fondamentale.

Particolare rilevanza assume la normativa interna disciplinante le attività a rischio di reato ai sensi del D. Lgs. 231/2001, con particolare riferimento agli aspetti attinenti alla:

  • definizione di deleghe (poteri) e facoltà (limiti di spesa);
  • verificabilità e documentabilità delle operazioni (cosiddetta tracciabilità);
  • differenziazione delle funzioni;
  • effettuazione di controlli a diversi livelli.

Il Modello si propone, mediante l’individuazione delle attività “sensibili” a rischio di reato e la definizione delle relative procedure operative, di perseguire le seguenti finalità:

  • determinare, in tutti coloro che operano nelle aree in cui si effettuano attività “sensibili”, la consapevolezza di poter incorrere, in caso di violazione delle disposizioni ivi riportate, in un illecito passibile di sanzioni, sul piano penale e amministrativo, non solo nei propri confronti, ma anche nei confronti della Reverie;
  • ribadire che tali forme di comportamento illecito sono condannate dalla Reverie in quanto contrarie, oltre che alle disposizioni di legge, anche ai principi etico/sociali cui la Reverie medesima intende attenersi nell’assolvimento della propria missione;
  • consentire alla Reverie, grazie ad un’azione di monitoraggio attivata dall’Organismo di Vigilanza sulle aree a rischio di commissione di reato ex D.Lgs. 231/2001, di intervenire tempestivamente per prevenire o contrastare il compimento dei reati stessi.

In tale ottica, il Modello presuppone:

  • un’attività di sensibilizzazione e di formazione ai fini della diffusione a tutti i livelli delle regole comportamentali in vigore nella Reverie;
  • il costante aggiornamento della mappatura delle attività “sensibili” ai sensi del Decreto e delle unità organizzative a maggior rischio di commissione delle fattispecie di reato in parola;
  • l’istituzione di apposito Organismo di Vigilanza (OdV) e l’attribuzione allo stesso di specifici compiti di controllo sull’ efficace e corretto funzionamento del Modello, nonché la messa a disposizione dell’Organismo stesso di risorse aziendali adeguate e proporzionate ai compiti affidatigli e ai risultati attesi e ragionevolmente attendibili;
  • la verifica e la documentabilità delle operazioni “sensibili” (cd. “tracciabilità”); il rispetto del principio della separazione delle funzioni;
  • la definizione di poteri autorizzativi coerenti con le responsabilità assegnate;
  • la verifica dei comportamenti associativi, nonché del funzionamento del Modello con conseguente aggiornamento periodico.

 

3.3 LA COSTRUZIONE DEL MODELLO E I SUOI PRINCIPI ISPIRATORI

Nel corso del 2017 la Reverie ha avviato le attività per la predisposizione del Modello di cui agli artt. 6 e 7 del Decreto.

A tale scopo è stata svolta una serie di attività propedeutiche, suddivise in differenti fasi e dirette alla costruzione di un sistema sociale e relazionale che di per sé facilita la prevenzione e gestione dei rischi, in linea con le disposizioni della Legge.

Per la suddetta attività, la Reverie, ha destinato risorse umane interne ed esterne che, ai fini dell’espletamento dell’incarico, si sono riferiti

-  al quadro normativo nazionale e regionale di riferimento,

-  ai Regolamenti, alle raccomandazioni emanate dalle varie Autorità di Controllo,

- alle indicazioni delle diverse associazioni di categoria,

- alle linee guida della best practices ed anche alla giurisprudenza sino ad ora esistente,

- al D Lgs. 231/2001 (integrato degli aggiornamenti ad oggi intervenuti),

A completamento di tali attività, è stato elaborato il presente Modello applicativo al Decreto 231 che come di seguito strutturato va ad integrare il corpo del Modello generale:

- Parte Generale, relativa al funzionamento dell’Organismo di Vigilanza, ai Flussi informativi e alle segnalazioni da parte e verso tale Organismo, al Sistema Disciplinare, alla Diffusione ed alla Formazione sul Modello stesso.

 - Parte Speciale, contenente la “sintesi” delle attività a rischio, i relativi presidi organizzativi.

-  Appendice, con un focus sulla tipologia di controllo volto a prevenire la commissione dei reati sulla compilazione delle cartelle cliniche.

La redazione del presente Modello recepisce ed integra i criteri ispiratori individuati: dalle Linee Guida per l’adozione del modello organizzativo e gestionale ai sensi del D.Lgs. 231/01”.

Il presente Modello rappresenta un “atto di emanazione dell’organo dirigente”, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 231/01 e, in quanto tale, le eventuali successive modifiche strutturali sono demandate all’approvazione dell’Assemblea della Reverie Fondatori.

 

4- L’ORGANISMO DI VIGILANZA

Ai sensi del D. Lgs. 231/2001, il compito di vigilare sul funzionamento, sull’efficacia e sull’osservanza del Modello 231, nonché di curarne il costante e tempestivo aggiornamento è assegnato ad un apposito Organismo di Vigilanza (OdV), dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (art. 6, 1° comma, lett. b).

Tale Organismo deve ispirare la propria azione ai seguenti principi:

  • controllo sull’effettività del Modello 231;
  • vigilanza sull’adeguatezza del Modello 231;
  • continuità di azione.

L’OdV quindi dovrà:

  • avere poteri di acquisizione a semplice richiesta di informazioni da e verso ogni livello e ambito operativo della Reverie Fondatori;
  • aver accesso a risorse finanziarie dedicate all’espletamento delle sue funzioni;
  • segnalare eventuali violazioni del Modello 231 e proporre procedimenti disciplinari (lavoratori dipendenti) ed eventuali sanzioni a carico di soggetti che non abbiano rispettato le prescrizioni contenute nel Modello;
  • essere indipendente da responsabilità di gestione aziendale ed autonomo rispetto ai vertici della Reverie Fondatori.

 

4.1 NOMINA, DURATA E SOSTITUZIONE DEI MEMBRI DELL’OdV

L’Organismo di Vigilanza della Reverie Fondatori Reverie è un organo composto da uno o più membri esterni alla Reverie Fondatori, scelto su decisione dell’Assemblea, selezionato in base ai requisiti di competenza e comprovata esperienza in merito ai compiti assegnati all’OdV;

l’Organismo ha garanzia di autonomia ed indipendenza.

Tenendo conto che nella Reverie Fondatori il Presidente è rappresentante legale e risponde personalmente di fronte a terzi ed in giudizio di tutte le obbligazioni civili e penali della Reverie, lo stesso, che non può fare parte dell'Organo di Vigilanza, richiede e si aspetta dallo stesso Organo la sorveglianza accurata a protezione di queste sue esposizioni amministrative, civili e penali.

Il membro esterno dell’OdV viene nominato dall’Assemblea della Fondatori e deve garantire il rispetto dei seguenti requisiti:

  • onorabilità, intesa come assenza di cause di ineleggibilità, previste per i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo;
  • autonomia e indipendenza, intese come possesso di autonomi poteri di iniziativa e controllo;
  • assenza di vincoli di parentela, entro il quarto grado, con gli Amministratori; assenza di legami con la Reverie Fondatori derivanti e finalizzati da interessi economici rilevanti o di altra natura che possano generare conflitti o condizionare i doveri di controllo da esercitare ai sensi del D. Lgs. 231/2001; possibilità di relazionarsi direttamente con il vertice societario e gli organi di controllo;
  • continuità di azione da realizzarsi anche attraverso il supporto di una struttura interna dedicata; l’OdV è organismo dedito esclusivamente all’espletamento delle funzioni assegnategli e non può, pertanto, venire ad esso attribuite ulteriori altre funzioni.

Ciascun membro esterno dell’Organismo di Vigilanza eletto deve, al momento dell’accettazione dell’incarico, rilasciare formale dichiarazione di sussistenza, in capo alla propria persona, dei sopra indicati requisiti di onorabilità, autonomia e indipendenza.

La Fondatori deve garantire autonomia e indipendenza del rappresentante esterno all’Organismo di Vigilanza attraverso:

  • il rispetto dei criteri di nomina sopra enunciati (1);
  • l’attribuzione dei poteri che di seguito verranno elencati;
  • l’approvazione se del caso del budget annuale di spesa;

- la dotazione di strumenti idonei per poter svolgere l’attività, anche avvalendosi, se del caso, di ausili specializzati esterni.

 

È rimessa all’Assemblea della Fondatori la responsabilità di valutare periodicamente l’adeguatezza della funzione del membro esterno all'Organismo di Vigilanza, in termini di struttura organizzativa e di poteri conferiti, apportando, mediante delibera consiliare, tutte le modifiche e/o integrazioni ritenute necessarie. In particolare:

  • il componente dell’Organismo rimane in carica tre anni, con possibilità di rinnovare il mandato, con apposita delibera dell’Assemblea, che stabilisce, nella medesima seduta se necessario, il compenso spettante, se spettante, per gli incarichi assegnati.

 

Il membro dell’Organismo decade in caso di perdita dei requisiti di eleggibilità, onorabilità, professionalità e indipendenza; egli deve comunicare tempestivamente al Presidente della Fondatori e agli altri componenti l’eventuale perdita dei requisiti;

  • l’Organismo di Vigilanza si intende decaduto se viene a mancare la maggioranza dei componenti. In tal caso, l’Assemblea provvede a nominare, senza indugio, i nuovi membri, sulla base dei criteri di composizione sopra definiti; l’Organismo si intende, altresì, decaduto se la Reverie Fondatori incorre in sentenza di condanna per violazione del D. Lgs. 231/2001 a seguito di accertata inadeguatezza ovvero omissione dell’attività di vigilanza;

 

 

1 A tale riguardo, si precisa che costituiscono cause di ineleggibilità:

-essere indagato ovvero l’aver riportato una condanna, anche non a titolo definitivo, per uno dei reati previsti dal D. Lgs. 231/01;

- le circostanze di cui all’art. 2382 del Codice Civile e, più precisamente, l’essere “interdetto, inabilitato, fallito o condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.”;

- l’aver subito l’adozione di misure di prevenzione da parte dell’Autorità Giudiziaria, salvo il successivo ottenimento della completa riabilitazione;

-la sentenza di condanna, passata in giudicato, per i reati previsti in materia bancaria, finanziaria e tributaria e contro la P.A., la fede pubblica, il patrimonio, l’ordine pubblico e l’economia pubblica.

 

 

 

  • l’Organismo di Vigilanza o i suoi singoli membri non possono essere revocati dall’Assemblea se non per giusta causa, accertata dal Consiglio in seduta congiunta, cui partecipano anche i membri dell’Organismo. Per giusta causa di revoca può anche intendersi, a titolo meramente esemplificativo:
  • una grave negligenza nell’espletamento dei compiti assegnati;
  • un’assenza ingiustificata per più di tre volte consecutive alle sedute dell’Organismo;
  • l’interruzione del rapporto di lavoro o di collaborazione, laddove il componente sia anche dipendente o collaboratore della struttura.

La rinuncia di uno o più membri può essere esercitata in qualsiasi momento tramite comunicazione al Presidente della Reverie e agli altri componenti.

4.2 COMPENSO E CAPACITÀ DI SPESA DELL’OdV

Il compenso per il rappresentante l’Organismo di Vigilanza, è fissato dall’Assemblea. L’Organismo deve essere anche dotato di autonoma capacità di spesa, a valere sul budget inserito fra le poste del Bilancio annuale  assegnatogli dall’Assemblea su proposta dell’OdV stesso, commisurata con i compiti da svolgere; tale capacità potrà essere esercitata per le esigenze derivate dall’espletamento dei compiti assegnati ed ogni qualvolta l’Organismo decida di avvalersi di servizi o di professionisti esterni al fine di vigilare sul funzionamento, l’efficacia e l’osservanza del Modello, nonché di curarne il costante e tempestivo aggiornamento, nell’ambito dell’attuazione delle disposizioni di cui al D. Lgs. 231/2001.

 

4.3 REGOLE DI FUNZIONAMENTO E CONVOCAZIONE DELL’OdV

Tenendo quindi presente l'evidenziato dell'ultimo comma del precedente paragrafo, l’Organismo di Vigilanza una volta costituito, provvede a dotarsi di proprie regole di organizzazione e funzionamento che integrano il presente Modello 231.

L’Organismo si riunisce, su convocazione del suo Presidente, e con la partecipazione dei membri esterni, con cadenza almeno semestrale; se necessario, può programmare verifiche più frequenti e suoi membri interni possono partecipare alle riunioni dell’Assemblea quando interessati dagli ODG. Le convocazioni del OdV nel suo assetto formale potranno essere espletate mediante l’invio di un fax o di un messaggio di posta elettronica o altro se funzionale.

La convocazione formale del OdV deve indicare l’ordine del giorno, ovvero i temi su cui l’OdV è chiamato a pronunciarsi nel corso della riunione.

L’Organismo formale potrà essere convocato in qualsiasi momento con congruo preavviso dall’Assemblea o dal Presidente del CDA per riferire in merito al funzionamento del Modello o a situazioni specifiche.

Per la validità delle sedute è richiesto l’intervento della maggioranza dei membri in carica, anche a mezzo di videoconferenza o di altri mezzi di comunicazione a distanza.

In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito dal componente dell’Organismo più anziano di età.

Le decisioni vengono assunte a maggioranza dei presenti.

Le funzioni di segretario sono esercitate da uno dei membri interni all’OdV, salvo diversa disposizione. Il segretario redige il verbale di ciascuna seduta, che sottoscrive insieme al Presidente (anche in caso di riunione svolta per video conferenza o altri mezzi di comunicazione a distanza, in qual caso la firma sarà successiva). Nel caso di Organismo Monocratico, la funzione di Segretario viene svolta dallo stesso Presidente o in caso di richiesta da parte del Presidente, verrà espletata da personale messo a disposizione dalla Reverie.

Il segretario custodisce i verbali delle riunioni dell’OdV e quando autorizzato permette l'accesso agli stessi. Salvo diversa disposizione risultante dal verbale, il Segretario cura il buon esito delle comunicazioni e delle operazioni che derivano dalle decisioni assunte dall’OdV.

Per un miglior coordinamento delle attività di vigilanza e per un più efficace scambio di informazioni, alle riunioni dell’Organismo, possono essere invitati quando di loro interesse o pertinenza, anche il Presidente, il Direttore Sanitario, i responsabili delle Unità Operative/Servizi ed almeno una volta l’anno deve essere invitato il Responsabile della Sicurezza.

Annualmente, in concomitanza con l’approvazione del bilancio sociale, l’Organismo di Vigilanza redige una Relazione che consegna all’Assemblea per il tramite del Presidente del CdA che deve:

  • riepilogare l’attività svolta nel corso dell’esercizio e le eventuali criticità emerse;
  • render conto del budget di spesa (cfr. par. 4.2);
  • evidenziare le modifiche non strutturali apportate al Modello nel corso dell’esercizio.

4.4 FUNZIONI E POTERI DELL’ OdV

All’Organismo di Vigilanza è attribuito il compito di vigilare con autonomi poteri di controllo e iniziativa:

  • sull’attività di diffusione del Modello 231 all’interno delle Reverie Fondatori e di informazione nei confronti dei soggetti esterni (fornitori, consulenti, collaboratori ecc.). In particolare, l’O.d.V. deve:
  •            promuovere in sinergia con le Reverie Fondatori idonee iniziative per la diffusione, l’informazione e la comprensione del Modello 231;
  •             predisporre la documentazione organizzativa interna necessaria al funzionamento del Modello stesso, contenente istruzioni, chiarimenti o aggiornamenti;
  •                  deve svolgere attività di formazione sui contenuti del Decreto e del Modello 231 nei confronti di tutto il personale dipendente e medico a contratto libero professionale della Reverie Fondatori, così come meglio descritto nel successivo capitolo 6:
  • verificare, insieme al management, (i) i programmi di formazione per il personale dipendente e medico e (ii) il contenuto delle comunicazioni periodiche agli Organi Sociali, al personale dipendente e medico e ai collaboratori esterni, finalizzate a fornire agli stessi la necessaria sensibilizzazione e le conoscenze di base della normativa di cui al Decreto 231;
  • verificare la completa attuazione dei piani di formazione sul Decreto e sul Modello 231, sull’osservanza e sul funzionamento delle prescrizioni del Modello da parte dei suoi destinatari (organi sociali, personale dipendente, medici, collaboratori e qualsiasi altro soggetto che possa agire in nome e per conto della Reverie Fondatori). Più precisamente, esso deve:

 

  • attivare le procedure di controllo e verificare che le stesse siano adeguate e rispondenti alle esigenze di osservanza di quanto prescritto dal D.Lgs. 231/2001;
  • disporre periodicamente verifiche su determinate operazioni, processi o atti specifici posti in essere nell’ambito delle aree di attività “sensibili”;
  • coordinarsi con le altre funzioni aziendali per il migliore monitoraggio delle attività “sensibili”. A tal fine, l’Organismo di Vigilanza ha possibilità, quando opportunamente motivata, di accesso a tutta la documentazione aziendale che ritiene rilevante; deve essere tenuto costantemente informato dagli Organi Sociali e dai responsabili delle unità operative sugli aspetti dell’attività aziendale che possono esporre la Reverie Fondatori al rischio di commissione dei reati;
  •  effettuare verifiche relative al grado di conoscenza acquisito dal personale dipendente e medico e dai collaboratori rispetto alle ipotesi di reato previste dal D.Lgs. 231/2001 e al Modello adottato, anche tramite interviste a campione;
  •  attivare indagini interne, anche con l’eventuale collaborazione delle strutture aziendali, per la raccolta, l’elaborazione e la conservazione delle informazioni rilevanti in ordine al rispetto del Modello e per l’accertamento di presunte violazioni delle prescrizioni del Modello stesso;
  • segnalare al Presidente l’eventuale violazione accertata affinché vengano applicate le sanzioni previste dallo specifico sistema disciplinare; sulla reale efficacia ed adeguatezza del Modelloin relazione alla dimensione della struttura aziendale, ed alla effettiva capacità di prevenire la commissione dei reati di cui al D.Lgs. 231/2001, nonché sull’opportunità di aggiornamento del Modello 231 e delle relative procedure, laddove si riscontrino esigenze di adeguamento dello stesso in relazione a mutate condizioni aziendali e/o normative. A tal fine, l’Organismo deve:
  • svolgere, in sinergia con la Reverie Fondatori, ricognizioni dell’attività aziendale ai fini di un aggiornamento periodico della mappatura delle attività “a rischio reato” e dei relativi processi sensibili;
  • esprimere periodicamente, sulla base delle risultanze emerse dalle attività di verifica e controllo, una valutazione sull’adeguatezza del Modello, rispetto alle prescrizioni del Decreto, nonché sull’operatività dello stesso (ciò nella relazione annuale all’Assemblea);
  • verificare periodicamente l’attuazione e l’effettiva funzionalità delle soluzioni/azioni correttive proposte;
  • collaborare con le altre unità organizzative interessate, proponendo agli organi competenti eventuali correzioni e adeguamenti.

 

4.5 FLUSSI INFORMATIVI E LE SEGNALAZIONI DA PARTE DELL’OdV E LE RELAZIONI CON GLI ORGANI SOCIALI

È compito dell’Organismo assicurare adeguati flussi informativi verso il Presidente della Reverie Fondatori mediante la presentazione della Relazione Annuale, che dovrà contenere informazioni:

  • sull’attività svolta e sulla gestione finanziaria del budget eventualmente assegnato (cfr. par. 4.2 e 4.3), motivando gli eventuali scostamenti;
  • in merito alle eventuali variazioni “non sostanziali” apportate al Modello 231 e alle procedure che formano parte integrante dello stesso con la proposta delle eventuali modifiche sostanziali da attuare, previa specifica approvazione dell’Assemblea;
  • sulle segnalazioni ricevute nel corso dell’esercizio, suddividendole per ciascuna attività a rischio ed indicando le strutture coinvolte, unitamente ad una sintesi degli esiti relativamente alle pratiche chiuse;
  • sull’eventuale presenza di violazioni accertate e sugli interventi di moral suasion fatti;
  • sull’adozione di un Programma annuale delle Verifiche ai sensi del D.Lgs. 231/2001, anche in base al piano di spesa per l’esercizio successivo (cfr. par.4.2).

Gli incontri con gli Organi Sociali cui l’OdV riferisce devono essere verbalizzati e copia dei verbali deve essere custodita dall’OdV e dagli organismi di volta in volta coinvolti.

L’Assemblea, il Presidente hanno la facoltà di convocare in qualsiasi momento con congruo preavviso l’OdV il quale, a sua volta, ha la facoltà di richiedere, attraverso le funzioni o i soggetti competenti, la formale convocazione dei predetti organi per motivi urgenti.

 

4.6 I FLUSSI INFORMATIVI E LE SEGNALAZIONI NEI CONFRONTI DELL’OdV

L’Organismo di Vigilanza ha il compito di monitorare, le operazioni potenzialmente sensibili e di predisporre un efficace sistema di comunicazione interno per consentire la trasmissione e la raccolta di notizie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il quale prevede, all’art 6, comma 2, lettera d), al fine di favorire il corretto espletamento dei compiti ad esso assegnati, l’obbligo di informazione verso l’OdV da parte dei Destinatari del Modello.

Le segnalazioni verso l’OdV riguardano tutte le violazioni del Modello delle quali si enunciano in forma non esaustiva come segue:

  • quanto agli obblighi di informativa relativi ad atti ufficiali, devono essere trasmesse al Controllo Interno e all’Organismo di Vigilanza le informative concernenti:
  • la pendenza di un procedimento penale a carico dei dipendenti e le segnalazioni o le richieste di assistenza legale inoltrate dal personale in caso di avvio di procedimento giudiziario per uno dei reati previsti dal D. Lgs. 231/2001;
  • i rapporti preparati dai responsabili di altre funzioni aziendali e/o unità operative nell’ambito della loro attività di controllo dai quali possano emergere notizie relative all’effettiva attuazione del Modello, nonché fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all’osservanza delle norme del D. Lgs. 231/2001;
  • le notizie relative ai procedimenti disciplinari svolti e le eventuali sanzioni irrogate, in relazione a fattispecie previste dal D. Lgs. 231/2001, ovvero ai provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni;
  •                 quanto alle segnalazioni di violazioni del Modello devono essere segnalate in forma scritta all’Organismo di Vigilanza tutte le violazioni o sospette violazioni delle regole previste dal Modello.

 

Tale obbligo grava su tutti i soggetti (amministratori, dipendenti, medici, collaboratori, consulenti esterni, fornitori ecc.) che, nello svolgimento della loro attività, vengano a conoscenza delle suddette violazioni.

Ciascuna segnalazione dovrà essere sufficientemente circostanziata e dovrà evidenziare tutte le informazioni necessarie e sufficienti ad identificare i termini della violazione, al fine di consentire all’Organismo di Vigilanza di attivarsi tempestivamente e in modo efficace nelle attività di indagine.

Le segnalazioni possono pervenire all’Organismo di Vigilanza sia in forma cartacea al seguente indirizzo:

Organismo di Vigilanza della Reverie Fondatori Via Morlupo, 94 Cap.00060 Capena (RM);

o in forma elettronica all’indirizzo di e-mail: direzionereverie@gmail.com e saranno inoltrate immediatamente all’OdV

L’Organismo di Vigilanza dovrà valutare con tempestività le segnalazioni ricevute e gli eventuali provvedimenti che si rendessero necessari. L’eventuale decisione di non dar corso allo svolgimento di indagini interne dovrà essere motivata, documentata e conservata agli atti dell’Organismo stesso.

Compito dell’Organismo di Vigilanza è garantire i segnalanti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione, assicurando anche la riservatezza dell’identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Reverie Fondatori o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede; il venir meno a tale obbligo rappresenta una grave violazione del Modello.

Il dipendente potrà anche procedere a segnalazioni in forma anonima. La segnalazione andrà conservata tra gli atti dell’OdV. Tali segnalazioni andranno valutate con tempestività ma l’obbligo di avviare una specifica indagine interna sussisterà solo in caso di molteplici e concordati segnalazioni analoghe.

4.7 REGISTRO DELLE ATTIVITÀ - LIBRO DELLE RIUNIONI DELL’OdV - RACCOLTA E CONSERVAZIONE DELLE INFORMAZIONI

L’Organismo di Vigilanza deve costituire un registro contenente la documentazione delle attività svolte con particolare riferimento alle:

  • attività di formazione intraprese dalla Reverie Fondatori e relativi risultati, suddivisi per categoria e livello gerarchico;
  • attività di verifica svolte, con indicazione della durata e motivazione della verifica, dell’attività sensibile e delle unità organizzative interessate, della sintesi della verifica, delle principali evidenze e degli eventuali suggerimenti;
  • segnalazioni ricevute, suddivise per attività sensibile, con indicazione del numero di segnalazioni che hanno avuto seguito e delle strutture coinvolte;
  • attività periodiche di aggiornamento del Modello, indicando i principali interventi eseguiti.

L’Organismo dovrà, inoltre, tenere un libro delle proprie riunioni, ove, per ogni convocazione, dovranno essere riportate le seguenti informazioni:

  • numero progressivo e anno di riferimento;
  • data riunione;
  • ordine del giorno;
  • verbale della riunione, con evidenza delle principali decisioni assunte.

Ogni informazione, segnalazione, report previsto nel presente Modello (e nei suoi eventuali successivi aggiornamenti) deve essere custodito per un periodo di 10 anni, se nel caso anche in formato elettronico, nell’apposito data base (informatico e/o cartaceo) gestito dall’Organismo,

fermo restando l’osservanza delle disposizioni in materia di riservatezza dei dati personali e i diritti degli interessati al trattamento dei dati.

Viene consentito l’accesso ai verbali delle riunioni dell’OdV ai membri dell’Assemblea.

5- IL SISTEMA DISCIPLINARE

Gli interventi di moral suasion e altre misure disciplinari applicabili ai dipendenti e ai professionisti e collaboratori in caso di violazione delle regole previste dal Modello rende efficiente l’azione svolta dall’Organismo di Vigilanza ed ha come obiettivo quello di garantire l’efficacia del Modello stesso2.

L’applicazione delle misure sanzionatorie, alle quali verrà data ampia diffusione mediante pubblicazione sulla bacheca aziendale per i dipendenti e sul sito internet della Reverie Fondatori e comunque affisso sulle bacheche della stessa, presuppone la violazione del Modello e prescinde dallo svolgimento e dall’esito del procedimento penale eventualmente avviato dall’Autorità Giudiziaria.

La Reverie Fondatori deve procedere ad una graduazione delle sanzioni applicabili, e ciò con riferimento al differente grado di pericolosità e/o gravità che i comportamenti possono presentare rispetto alla commissione dei reati.

In particolare, la tipologia e l’entità della sanzione varieranno in funzione dei seguenti fattori:

  • elemento soggettivo della condotta, a seconda, cioè, che quest’ultima sia stata contraddistinta da dolo o colpa;
  • rilevanza oggettiva degli obblighi violati;
  • livello di responsabilità gerarchica e/o tecnica ricoperto dall’autore del comportamento, oggetto di sanzione;
  • eventuale condivisione di responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nella violazione delle regole previste dal Modello;

 

2Ai sensi dell’art. 6, comma 2, lett. e) e dell’art. 7, comma 4, lett. b) del D. Lgs. 231/2001, il sistema disciplinare costituisce un requisito essenziale del Modello ai fini di una possibile esclusione della responsabilità amministrativa della società.

  • presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo alla professionalità, alle precedenti prestazioni lavorative, ai precedenti disciplinari, alle circostanze in cui è stato commesso il fatto;
  • eventuale reiterazione delle condotte sanzionabili.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 5, lettera b) e 7 del D. Lgs. 231/2001, le sanzioni previste nei successivi paragrafi verranno applicate, a seconda della gravità, nei confronti del personale della Reverie Fondatori che abbia posto in essere illeciti disciplinari derivanti da:

  • mancato rispetto delle disposizioni previste dal Modello, dalle Procedure o dal Codice Etico;
  • mancata diffusione ai dipendenti, ai professionisti e ai collaboratori delle Procedure interne;
  • mancato rispetto delle norme previste nell’ambito della normativa sulla Sicurezza sul Lavoro;
  • mancata ed ingiustificata partecipazione agli incontri di formazione organizzati dalla Reverie sul funzionamento del Modello e, in generale, sul Decreto Legislativo 231/01;
  • mancato rispetto delle modalità di documentazione, di conservazione e controllo degli atti previsti dalle Procedure;
  • omessa vigilanza dei superiori gerarchici sui propri sottoposti in merito all’applicazione del Modello;
  • violazioni e/o elusioni del sistema di controllo poste in essere mediante la sottrazione, la distruzione o l'alterazione della documentazione prevista dalle procedure ovvero impedendo il controllo o l'accesso alle informazioni ed alla documentazione ai soggetti preposti, incluso l’Organismo di Vigilanza.

 

Il presente Modello 231 è parte integrante della normativa della Reverie Fondatori. Eventuali violazioni sostanziali delle singole regole di comportamento contenute nel Modello 231 e delle correlate Procedure operative, costituiscono (a) inadempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro, (b) illecito disciplinare, nonché (c) fatto pregiudizievole al riconoscimento di eventuali bonus e/o incentivi e saranno regolate come di seguito specificato.

5.1 MISURE NEI CONFRONTI DEI CONSIGLIERI, DEI SOCI DELLA REVERIE FONDATORI

Nel caso di compimento di reato, anche solo ipotizzato dall’Autorità Giudiziaria, o di violazione del Codice Etico, del Modello e/o delle relative Procedure operative da parte degli Amministratori, l’Organismo di Vigilanza informerà l’Assemblea, la quale provvederà ad assumere le opportune iniziative e provvedimenti, anche ai sensi della vigente normativa societaria.

In caso di gravi violazioni da parte di un consigliere/socio, non giustificate e/o non ratificate, ove possibile, dall’Assemblea, il fatto potrà considerarsi giusta causa per la revoca dello stesso.

Se del caso, la Reverie Fondatori agir&

CODICE ETICO

REVERIE FONDATORI IMPRESA SOCIALE SRL

Psicologia Clinica e Psicoterapia in Comunità Terapeutiche, Centri Diurni e Residenzialità Psichiatriche

 

CODICE ETICO

 

edizione 2022

 

INDICE

 

PREMESSA                                                                                        

 

DIREZIONE GENERALE E ORGANI SOCIALI                                                                       

 

COLLABORATORI CONSULENTI E DIPENDENTI                  

 

REGOLE DI COMPORTAMENTO                                              

 

POLITICA INFORMATIVA                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREMESSA

 

Il presente codice etico integra il documento denominato “Regolamento Interno ex protocollo di intesa di tutti coloro che prestano la loro collaborazione professionale nei Presidi della REVERIE” ed è ispirato a criteri di efficienza, efficacia, economicità, qualità, equità e appropriatezza del management clinico, socio-sanitario e amministrativo nel quadro delmassimo rispetto alle norme ed adesione ai principi enunciati nel citato regolamento interno nonché negli Statuti dell’Associazione REVERIE COMUNITA’ 1 e della REVERIE FONDATORI IMPRESA SOCIALE SRL;

 

Nella consapevolezza che una struttura operativa nel campo della salute mentale viene valutata, oltre che per la qualità dei servizi che è in grado di offrire, anche per la sua componente etica e la sua capacità di produrre valore e in primis creare benessere psichico, tutti i presidi della REVERIE, attraverso questo Codice intendono:

 

definire ed affermare i valori ed i principi che informano la propria attività e i rapporti con tutti gli operatori che prestano la loro collaborazione professionale o comunque lavorativa, fornitori, istituzioni e terzi in genere;

 

formalizzare l’impegno a comportarsi con lealtà e correttezza;

 

indicare ai propri collaboratori i principi di comportamento, i valori e le responsabilità di cui si richiede il puntuale rispetto nel corso della prestazione lavorativa con l’ulteriore consapevolezza che la reputazione è valore fragile che una volta perso è difficile da recuperare.

 

Al fine di conseguire quanto sopra la REVERIE assicura:

 

la massima diffusione e conoscenza del presente codice presso le Direzioni i collaboratori, i consulenti e i dipendenti, subordinati e parasubordinati in tutti i suoi Presidi Sanitari;

 

la massima divulgazione del presente codice presso i terzi con cui si intrattengono rapporti e presso tutti coloro che, operando a diverso titolo ed ai vari livelli di responsabilità per il conseguimento degli obiettivi, sono tenuti al rispetto e alla concreta attuazione delle disposizioni qui contenute.

 

 

DIREZIONE GENERALE E ORGANI SOCIALI

Tutti gli organi sociali della REVERIE, nella consapevolezza delle proprie responsabilità, si ispirano, nell’esercizio delle proprie funzioni, ai principi contenuti nel presente codice etico, conformando la propria attività a valori di onestà, integrità, lealtà, correttezza, collaborazione rispetto delle persone e delle regole.

 

La collaborazione tra i direttori clinici e tecnici, sanitari, responsabili amministrativi, e responsabili dei Presidi della REVERIE si basa su un sistema democratico di governo e gestione in cui i diversi ruoli di coordinamento, di indirizzo e verifica dei risultati, vengono continuamente monitorati nelle riunioni degli organi sociali.

 

Grava su ciascuno dei componenti degli organi, di governo e verifica, la valutazione delle situazioni di conflitto d’interesse o di incompatibilità di funzioni, incarichi e posizioni sia all’esterno così come all’interno delle strutture e dei presidi sanitari della REVERIE

.

Ai componenti degli organi sociali di tutti i presidi sanitari della REVERIE è richiesto:

 

un comportamento ispirato ad autonomia e indipendenza nei confronti delle istituzioni pubbliche, i soggetti privati, le Associazioni di Categoria e le Forze politiche;

 

un comportamento ispirato ad integrità, lealtà e senso di responsabilità nei confronti dell’istituzione tendente a ricercare una motivazione comune e una collaborazione fra pari e non verticistica

 

una partecipazione assidua ed informata;

 

la consapevolezza della funzione riconosciuta dagli organi democratici della Reverie;

 

la condivisione delle missioni ed obiettivo spirito critico anche nei confronti di se stessi.  

 

Eventuali interviste, dichiarazioni ed ogni intervento in pubblico debbono avvenire in un quadro di stretta coerenza con i principi sopra elencati.

 

Le informazioni ricevute per ragioni di ufficio sono considerate riservate e ne è vietato ogni uso non connesso all’espletamento delle funzioni istituzionali.                                                   Essendo le strutture della REVERIE entità senza fini di lucro, i rappresentanti degli organi sociali, i responsabili delle Direzioni cliniche, tecniche ed amministrative e sanitarie, individualmente e nel complesso delle loro funzioni, rispetto ai riconoscimenti economici, si impegnano a non superare il livello dei compensi e delle remunerazioni previste sul “mercato” della salute mentale per competenze e qualifiche dello stesso livello.

Lo stesso vale per quanto riguarda il riconoscimento dei rischi di gestione, la cui remunerazione è stabilita dalle Assemblee dei soci e va sempre mantenuta al disotto dei valori di mercato riconosciuti per i medesimi livelli gestionali e sociali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COLLABORATORI CONSULENTI E DIPENDENTI

  1. La REVERIE si impegna:

 

  • a realizzare condizioni di lavoro funzionali alla tutela dell’integrità psico-fisica e della salute di tutti coloro (soci e non soci) che prestano la loro collaborazione nei Presidi della REVERIE e al rispetto della loro personalità morale, evitando discriminazioni, illeciti condizionamenti e indebiti disagi;

 

ad adottare criteri di merito, di competenza e comunque strettamente professionali per qualunque decisione relativa al rapporto di lavoro con i propri collaboratori; rifugge da discriminazioni nella selezione, formazione, gestione, sviluppo e retribuzione dei collaboratori e del personale, nonché da ogni forma di favoritismo;

 

  • a richiedere ai direttori, ai responsabili dei Presidi ed a tutti i collaboratori, ciascuno per quanto di rispettiva competenza, di adottare comportamenti coerenti con i principi di cui ai punti precedenti, funzionali alla loro concreta attuazione nonché al rispetto delle normative concernenti le normative sulla Privacy.

 

  1. Ferme restando le prescrizioni di legge in materia di diritti e doveri in rapporto alla natura della collaborazione professionale di chi opera nei presidi operativi della REVERIE, ai professionisti, ai collaboratori, ai consulenti e ai dipendenti sono richiesti professionalità, dedizione, lealtà, spirito di collaborazione e rispetto reciproco. Le dinamiche che caratterizzano il contesto nel quale la REVERIE si muove, la ricerca e il mantenimento della Salute mentale richiedono l’adozione di comportamenti trasparenti.

 

Ogni collaboratore, consulente o dipendente della REVERIE:

 

orienta il proprio operato a professionalità, trasparenza, correttezza ed onestà, contribuendo in sintonia e armonia con colleghi, responsabili e collaboratori al perseguimento degli obiettivi comuni;

 

conforma la propria attività, qualunque sia il livello di responsabilità connesso al ruolo, al più elevato grado di efficienza, attenendosi agli indirizzi operativi impartiti dai suoi organi sociali;

 

adegua i propri comportamenti interni ed esterni ai principi ed ai valori di cui al presente codice etico, nella consapevolezza delle responsabilità di cui la Reverie richiede il rispetto nel corso dell’impegno professionale;

 

tenendo conto della delicatezza del contesto nel quale si viene ad operare, nel quale il rischio di stigmatizzazione della patologia è sempre presente, considera la riservatezza un principio vitale dell’attività.

 

  1. Il rispetto delle Leggi e dei Regolamenti vigenti, nazionali o locali è obbligo specifico di ogni collaboratore, consulente e dipendente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REGOLE DI COMPORTAMENTO

VERSO L’ INTERNO

  1. Vanno esclusi:

 

il perseguimento di interessi personali a detrimento di quelli associativi e/o societari;

 

  • lo sfruttamento del nome e della reputazione della REVERIE per scopi privati, nonché lo sfruttamento a fini personali della posizione ricoperta all’interno dell’organizzazione e delle informazioni acquisite nel corso della prestazione lavorativa, sia durante, ma anche dopo aver cessato la collaborazione e/o prestazione lavorativa;

                                                            

l’adozione di atteggiamenti che possano compromettere l’immagine della   REVERIE;

 

l’uso di beni sociali e di risorse della REVERIE per scopi personali e/o comunque diversi da quelli propri di ciascuno di essi;

 

il consumo inutile o l’impiego non razionale di mezzi e risorse;

 

la diffusione a terzi o l’uso a fini privati, o comunque improprio, di informazioni e notizie riguardanti la REVERIE.

 

  1. I dirigenti, gli operatori, i consulenti e i dipendenti che prestano la loro collaborazione professionale nelle Comunità e nei Presidi devono astenersi (salvo diversa determinazione da parte degli Organi Statutari) dallo svolgere mansioni lavorative, anche a titolo gratuito, in contrasto o in concorrenza con la REVERIE o parallelamente svolgere le stesse mansionipresso strutture accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale.

  È fatto obbligo di evitare le situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di interesse con la REVERIE e comunque di comunicare ai responsabili l’insorgere di dette situazioni e l’eventuale possibile valore economico e professionale di tale conflitto al fine di valutarne insieme tutte le implicazioni.

 

  1. I collaboratori, i consulenti e i dipendenti sono tenuti ad informare le Direzioni degli interessi economici e/o finanziari che essi, loro parenti o terzi, a loro legati da rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuita, possano avere in attività connesse con quelle della REVERIE.

  In tutti i suddetti casi è fatto obbligo di astenersi dal partecipare alle relative attività, senza che queste siano state rese note e ne sia stata valutata la compatibilità con lo svolgimento delle loro mansioni.

  Nell’adempimento dei rispettivi compiti, dirigenti, consulenti, collaboratori e dipendenti assicurano la parità di trattamento a chiunque venga in contatto con la REVERIE.

  È fatto divieto di tenere conto di raccomandazioni o segnalazioni, comunque denominate, in qualunque forma, che possano creare pregiudizio, anche solo morale, agli altri affidati in cura ed a chiunque che, anche non inserito nei Presidi della REVERIE, occasionalmente fruisca dei servizi di cura ed assistenza forniti dalla medesima.

 

  1. L’interruzione o la risoluzione del rapporto professionale e lavorativo con la REVERIE, indipendentemente dalla causa, non giustificano la rivelazione di informazioni riservate o l’esternazione di opinioni e convincimenti personali che possano arrecare nocumento alla sua immagine; né autorizzano a spendere il nome della REVERIE per lo svolgimento diattività dopo la cessazionedel rapporto di collaborazione professionale. In particolare svolgere interventi di assistenza e sostegno psicologico nei confronti di assistiti ancora in carico alla Reverie e loro familiari referenti.

 

  1. Il comportamento di ciascun Direttore, Responsabile di Presidio, Aiuto, si conforma ai valori del presente codice etico.

 

  1. Ciascun Responsabile sostiene la crescita professionale delle persone assegnate all’Unità operativa, tenendo in considerazione le attitudini personali nell’attribuzione dei compiti. A tutti identicamente sono assicurate le medesime opportunità di esprimere il proprio potenziale professionale. Ogni Responsabile presta la debita attenzione e, ove possibile edopportuno, accoglie i suggerimenti e le richieste dei propri collaboratori, in un’ottica che privilegi in primis la qualità dell’impegno favorendo una partecipazione motivata alle attività dell’Istituzione.

 

 

VERSO L’ESTERNO:

  1. 1. La REVERIE è consapevole della rilevanza del suo modo di operare per lo sviluppo del governo della salute mentale della Regione Lazio. E’ altresì consapevole della delicatezza dei compiti ad essa demandate e delle conseguenti responsabilità assunte verso la collettività. A tal fine la Reverie mantiene con i Servizi Pubblici e le Pubbliche Autorità relazioni ispirate, anche in un continuo confronto, alla piena e fattiva coll I competenti organi di governo della REVERIE mantengono i necessari rapporti con le Istituzioni.

 

  1. A ciascuno dei collaboratori, dei consulenti e dei dipendenti, è richiesto di attenersi ai medesimi principi di trasparenza, osservanza degli obblighi e collaborazione con le Autorità.

 

  1. Nei rapporti con pubblici funzionari è d’obbligo tenere un comportamento ispirato alla massima correttezza ed integrità, senza mai dare l’impressione di volere influenzare impropriamente le decisioni o di richiedere trattamenti di favore.

 

  1. Nei rapporti con pubblici funzionari, con i quali chiunque venga in contatto per motivi di lavoro, è fatto divieto assoluto di accettare o riconoscere compensi, omaggi o trattamenti di favore di valore più che simbolico, anche se diretti a favorire non interessi personali, ma quelli della REVERIE.

 

  1. Eventuali offerte e/o richieste di favori o vantaggi di qualsiasi tipo e genere devono essere immediatamente segnalate, da parte di chi le riceve, alla Direzione della REVERIE.

 

  1. Sono di primario interesse della REVERIE:

 

   Lo svolgimento della funzione di cura secondo il modello dell’Affido Terapeutico che è alla base, dalla fondazione della Reverie, dei requisiti per i quali si sono ottenute le autorizzazioni e gli accreditamenti. L’attività terapeutica nei Presidi deve ricercare:

 

la piena soddisfazione dell’utente affidato in cura e beneficiario della prestazione terapeutica offerta;

 

la creazione di un solido rapporto con l’affidato ispirato, pur nel rispetto delle funzioni, a principi di parità umana, cortesia, correttezza ed efficienza;

 

 — il mantenimento, da parte di tutti gli operatori coinvolti nello svolgimento del progetto terapeutico, di un atteggiamento professionale, umano, leale e di collaborazione nei riguardi dell’affidato il quale, al centro del progetto, deve, in particolare, essere posto in condizioni di assumere decisioni consapevoli e informate; lo stesso vale anche per i rapporti con i familiari dell’assistito, quando referenti, che debbono essere condotti con la massima trasparenza, consapevolezza, nella conoscenza di tutte le parti in causa e nei limiti stabiliti nel Progetto terapeutico individualizzato.

  

  1. Correttezza, gentilezza, umanità, professionalità, efficienza, serietà ed affidabilità costituiscono la base per l’instaurazione di un valido rapporto, anche con fornitori e collaboratori esterni, la cui scelta viene però sempre operata in funzione di valutazioni basate su elementi e requisiti oggettivi.

 

 

  1. 8. È fatto obbligo ai collaboratori ai consulenti e ai dipendenti di segnalare tempestivamente agli organi competenti eventuali problemi che dovessero insorgere, al fine di consentire l’adozione immediata delle misure opportune.
  2. Nella trattazione delle pratiche deve essere rispettato l’ordine cronologicodelle richieste ed è severamente vietato rifiutare prestazioni dovute.

   È vietato prendere impegni o fare promesse in ordine a decisioni o azioni proprie o altrui inerenti il Servizio se ciò possa generare sfiducia nella REVERIE o nella sua indipendenza e responsabilità.

 

  1. Fermo il rispetto delle normative specifiche applicabili per l'eventuale adesione ad associazioni di categoria, la REVERIE non eroga contributi, diretti o indiretti e sotto qualsiasi forma, a partiti, movimenti, comitati, altre associazioni o organismi di natura politica o sindacale, né a loro rappresentanti o candidati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA INFORMATIVA

  1. L’informazione verso l’esterno deve essere veritiera e trasparente. I rapporti con gli organi di stampa e gli altri organismi di informazione sono affidati agli organi di governo della REVERIE ciò preposti. Analogamente è richiesto il preventivo accordo con detti organi per rappresentare le posizioni e l’attività della stessa sotto qualsiasi forma e in qualsiasi occasione (conferenze, partecipazione a convegni e altri pubblici interventi, redazione di articoli o altre pubblicazioni).

 

  1. La circolazione interna delle informazioni è limitata ai soggetti portatori di un attuale ed effettivo interesse a conoscerle e a utilizzarle. Gli stessi soggetti si asterranno dal parlarne senza motivo o in luoghi non appropriati, anche per evitare di incorrere in rivelazioni involontarie.

 

  1. La divulgazione a terzi delle informazioni riservate, e comunque a uso interno, richiede l’autorizzazione degli organi della REVERIE o dei Responsabili da questi delegati. La REVERIE garantisce il trattamento dei dati personali e sensibili relativi ai propri utenti, operatori e dipendenti e ai terzi secondo i criteri previsti dalla normativa nazionale ed europea vigente in materia di privacy.

 

  Nei rapporti di collaborazione professionale, per il loro mantenimento in essere e per il loro eventuale proseguimento, si terrà primariamente conto del rispetto  del codice etico sopra esposto. Nei contratti di collaborazione anche quando non formalizzati è incluso l’obbligo all’osservanza del presente codice che sarà esplicitato e il cui testo scritto sarà consegnato all’atto della formalizzazione dell’incarico.

 

L’osservanza delle norme del presente codice etico è parte essenziale delle        obbligazioni contrattuali dei lavoratori dipendenti e parasubordinati, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2104 e 2106 del codice civile.

 

In ordine alla gestione dei rapporti lavorativi e alla gestione delle eventuali controversie che possono generarsi con i lavoratori dipendenti o parasubordinati la Reverie farà riferimento al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della ANASTE.

Il rispetto del presente Codice Etico non esime i professionisti che prestano la loro collaborazione professionale nei Presidi della Reverie, dal rispetto del Codice Deontologico previsto dai loro Albi e/o Ordini Professionali.

 

 

 

MODELLO 231 modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. lgs.vo 231/2001

MODELLO 231

modello di organizzazione, gestione e controllo

 ex D. lgs.vo 231/2001